giovedì 28 marzo 2013

Montale e il linguaggio di Bersani


Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Qualcuno dubita che Montale sia tra i più grandi autori del Novecento?
Certo che no.

Ma bisognerà pure riconoscere che è, anche, un precursore del linguaggio di questi giorni:  non vittoria, non risolutivo, non rinuncia.

martedì 26 marzo 2013

O tempora, o mores (ma un applauso a Di Paola)






Eccezion fatta per le notizie che vengono dal Vaticano, sorprendenti per luminosità di speranza, quello che tocca leggere, sentire, vedere, in questi tempi, in Italia e dintorni, (poco fa dimissioni "irrituali", che bene alle Istituzioni non ne vogliono; qualche ora prima, dichiarazioni volgarissime di cantante ritenuto intellettuale) produce uno scoramento pesante.



Sembra di entrare in quei boschi di certe favole paurose, quando gli alberi diventano grovigli di spine e la primavera si ghiaccia.



Verrebbe voglia di defilarsi, tacere e occuparsi solo di cose “tranquille”, che so, un bel romanzo (non attuale, per carità).



Poi, ci si carica sulle spalle l'ultimo, brutto, stupore su quelli già accumulati, e si prova a continuare, a ri-cominciare a pensare.

ps. Un applauso al ministro della Difesa, ammiraglio Di Paola, cui il foglio, mentre parlava, continuava a tremare un po', ma le cui parole sono state ferme e composte.



lunedì 25 marzo 2013

Grazie ad Antonio Menna








Di Antonio Menna è appena uscito un nuovo libro (presentazione alla Feltrinelli di Piazza dei Martiri a Napoli il 4 aprile). Eppure, sul suo blog, ha dedicato un post alle mie considerazioni sulle scarse vendite (al momento) de La Grammatica di Nisida.


Mi ha un po’ spiazzato perché volevo che si parlasse del problema (cosa che lui fa benissimo), non di me. Ma non posso non ringraziarlo.



http://antoniomenna.wordpress.com/2013/03/25/una-minuscola-pietra-nel-fango/






Il sito web www.letteratu.it ospita gratuitamente un banner pubblicitario per il libro La grammatica di Nisida, scritto da nove autori con i ragazzi del carcere di Napoli(da Antonio, martedì 26 marzo)












domenica 24 marzo 2013

Francesco e Benedetto, l'immagine inimmaginabile


Questa - come tutte le altre foto dell'incontro di ieri tra Francesco e Benedetto XVI - è l'immagine più potente che io ridordi da quando ho uso di ragione: l'unica assolutamente inimmaginabile.

E' come se la Speranza  - che per sua natura è giovane, fresca, profumata - ripartisse da questi due, anziani all'anagrafe, che pregano insieme.

Candidi come le loro vesti, acque diverse di uno stesso fiume.

Che - nonostante ogni limite, errore, colpa, sofferenza e incomprensibilità - fluisce verso il mare della Bellezza e della Verità assolute.


sabato 23 marzo 2013

Se "La Grammatica di Nisida" si vende troppo poco





La Grammatica di Nisida in versione e-book è acquistabile (vedi sito di Caracò http://www.caraco.it/site/2013/03/17/la-grammatica-di-nisida/ ) dal 17 marzo.

Fino ad ora ne è stato venduto un numero di copie ridicolo, considerato soprattutto che, insieme a me, l’hanno comprata anche altri di quelli che ci hanno lavorato su.

Forse è prematuro, ma rischio qualche considerazione:

  1. Negli ultimi anni, ad ogni pubblicazione di Nisida (rigorosamente fuori commercio) sono stata tartassata: a) da richieste di copie (che ho spesso esaudito, diventando una benemerita finanziatrice delle Poste); b) da lamentazioni sul fatto che, distribuendo omaggio le copie (pubblicate, gratis, da Guida) impedivo alle folle in attesa di leggere il nostro lavoro. Argomento, quest’ultimo, cui ho sempre creduto poco: perché, in una nazione dove si comprano così pochi libri, avremmo dovuto vendere noi (anche se Nisida sembra avere molti “amici”)?

  1. Ho ritenuto, quest’anno, di “provare”, lasciando le copie di carta (frutto dei diritti ceduti dagli autori di un precedente libro Caracò) a pubbliche autorità e a pochi altri, e mettendo in vendita la versione e-book. Con l’idea che, magari, così facendo, potevamo garantirci una nuova pubblicazione.

  1. Se la cosa continua così (tra “il buongiorno si vede dal mattino” e “barca storta, viaggio dritto”, vedremo quale proverbio prevarrà), la pubblicazione 2014 non ci sarà. O, per meglio dire: poiché il mio lavoro lo continuerò (e ci saranno certamente autori che continueranno e/o inizieranno a lavorare gratis con noi), l’anno prossimo ne farò un file e lo invierò a pochissime persone di cui gradirei la lettura. Se qualcun altro me lo chiederà, proverò a non rispondere.

giovedì 21 marzo 2013

La poesia del Giovedì Santo (e quella di Mennea)






Sulle spalle dei giorni più curvi, l’isola
mi getta uno scialle di balsami e unguenti.

Avevo pensato (ieri) di pubblicare, oggi, inizio di primavera e festa della poesia, qualche mio appunto in versi (come le due righe sopra).

Poi (oggi pomeriggio) ho scorso i titoli dei giornali online ed ho trovato anche due notizie, che mi sembrano molto adatte alla Poesia.

Una tristissima: la morte del grande Pietro Mennea.

Una lietissima: papa Francesco celebrerà il Giovedì Santo nel carcere minorile di Casal di Marmo.


Su quest'ultima notizia, vedi Zoomsud: La lavanda dei piedi e i ragazzi del "decimo racconto" http://www.zoomsud.it/commenti/49512-la-lavanda-dei-piedi-.html






domenica 17 marzo 2013

La Grammatica di Nisida: dal 18 marzo in e-book




Da oggi, 17 marzo, sarà acquistabile la versione e-book de La Grammatica di Nisida:

http://www.caraco.it/site/2013/03/17/la-grammatica-di-nisida/


Questa  la bella recensione sul Mattino di oggi:





Rimando anche a Zoomsud: http://www.zoomsud.it/commenti/48869-la-grammatica-di-nisida.html
La Grammatica di Nisida: un altro mondo è possibile ed ha parole



mercoledì 13 marzo 2013

Francesco I. Ed è di nuovo primavera





C’è una sospensione particolare, quando il protodiacono si ferma un attimo dopo l’annuncio “Habemus Papam”.



Per tutti. Perché, anche solo a leggere fb e twitter, pare che l’emozione, dall’attesa della fumata bianca, colga, per qualche ora, se non tutti, almeno la grande maggioranza delle persone, credenti e non credenti, mangiapreti, indifferenti, e frequentatori di sagrestie.



Per i credenti, quella sospensione ha sapore speciale.



E’ l’attimo in cui qualsiasi cattolico semplice, anonimo, di quelli che, magari tra molti limiti ed errori, sanno che c’è un cielo sopra di loro e la legge morale dentro di loro coglie perfettamente che,  se anche il nome che sta per essere pronunciato non  sarà quello che vorrebbe, quello sarà anche il suo Papa. Pronto a gioire comunque, dicendo a se stesso qualcosa come: non era il mio candidato, è il mio Pontefice.



In una serata di pioggia – con un pennuto che per ore ha vigilato sul comignolo della Sistina, quasi il segno della scelta nuova cui lo Spirito spingeva – il nome è stato un’esplosione di meraviglia, di stupore e di letizia.



Data più o meno per defunta (previsione che si ripete nei secoli, con accentuazioni più forti in vari periodi, gli ultimi anni per esempio), la Chiesa si rivela sorprendentemente giovane.



E un senso di primavera rinnova la speranza. Del mondo.


Su Zoomsud, i versi di Natina Pizzi 
http://www.zoomsud.it/commenti/49091-e-calabrese-la-prima-poesia-per-papa-francesco.html