mercoledì 15 novembre 2017

Fine pena: ora di Elvio Fassone






Ho letto un libro eccezionale, che racconta un’esperienza ancora più eccezionale. Ne sono stata profondamente colpita.

In Fine pena: ora, (Sellerio) Elvio Fassone narra la sua esperienza di magistrato che, dopo aver condannato un giovane mafioso pluriomicida all’ergastolo, intraprende con lui una oltre trentennale corrispondenza.

Un libro che trasmette al lettore emozioni tanto più forti quanto più sobria è la forma, contenuta dentro i limiti della sobrietà del giurista.

Un libro che merita di essere letto e discusso per la vicenda che racconta e per la domanda che pone: se sia giusto o meno mantenere nel nostro ordinamento l’ergastolo.

Personalmente, non sono favorevole all’abolizione dell’ergastolo. Pena terribile, certo, ma non mi sembrerebbe corretto, da parte della comunità, sanzionare con qualcosa di meno crimini di particolare efferatezza. Sono però convinta che l’ergastolo, anche quello inizialmente “ostativo”, al pari di altre pene meno pesanti, vada periodicamente riconsiderato rispetto all’effettivo percorso fatto dalla persona che, avendo un tempo commesso un reato tremendo, è nel frattempo diventato una persona diversa. Insomma: se, in sede di processo, non mi sento di cassare il “fine pena: mai”, una volta verificato il positivo percorso del condannato, mi sembrerebbe una vittoria della persona in questione e della collettività nel suo insieme che un giudice potesse firmare: “Ora è tempo di porre fine a questa pena”.

domenica 12 novembre 2017

Pellaro, un Natale di libri






Tra i regali di Natale che mettiamo sotto l’albero, facciamone uno a noi stessi.
 
Riprendiamo in mano libri che parlano di questa festa con le parole piene di senso con cui la letteratura, in prosa e in poesia, riesce ad aprirci varchi di nuova comprensione, affacci su orizzonti impensati, a mettere in moto emozioni e pensieri che, magari, erano già in noi ma non trovavano modi per dirsi.

È l’invito ad un pomeriggio in cui ascolteremo brani della letteratura calabrese, italiana ed europea.

Un modo per continuare, con il Pellaro-Libri- Inverno la bella esperienza del Pellaro-Libri-Estate iniziata lo scorso agosto.

Grazie alla disponibilità della dirigente scolastica, professoressa Eva Nicolò, ci vedremo, mercoledì 27 dicembre, alle 16.30, nell’Aula magna dell’IC Cassiodoro-Don Bosco di Pellaro.

Enrico Costa racconterà Il Canto di Natale di Charles Dickens, Ida Nucera parlerà di In nome della madre di Erri de Luca. Giuseppe Laganà, con cui condivido questa avventura, ed io leggeremo brani che vanno da Corrado Alvaro a Boris Pasternak.

Il titolo dell’iniziativa non può che richiamare il grande Eduardo de Filippo e il suo immorale Te piace ‘o presepe?

venerdì 10 novembre 2017

Il ragazzo e la sua canzone




 
Nisida, arcobaleno

M’era già capitato qualche ragazzo calabrese, a Nisida. 

Ma è la prima volta che un ragazzo, nato nella mia terra (che ha lasciato da bambino), dopo avermi raccontato un po’ della sua vita (reati tanti e gravi; anni da passare in carcere molti) mi canta una delle canzoni che ha, mi spiega, scritto in dialetto calabrese. 

Sembra una ballata popolare, una ninna nanna antica. Se penso a come mi cantava mia nonna, mi viene da piangere.

La sua canzone parla d’Aspromonte, di notte scura e di lungo cammino.

La sua voce, profonda e dolce, risuona nell’aula ormai vuota (erano una ventina a scrivere d’amore, ora siamo solo lui ed io) con echi da Nabucco. 

Nudo struggimento per tutto ciò che non ha mai davvero avuto: una casa, una famiglia, un’infanzia felice. Ma senza pietismi.

Ho un po’ di depressione ma voglio guardare avanti. 

La memoria, o il suo sogno, come filo lieve del futuro.

mercoledì 8 novembre 2017

Saviano e D'Avenia, due libri per riscaldare l'autunno



Piccola nota per due libri, molto diversi per tematiche, stile ed ispirazione di fondo, ma che ugualmente segnano l’autunno letterario italiano.


Ad un certo punto, ho smesso di contare i morti – mi sono sembrati un po’ troppi anche per una storia nera. Ma Bacio feroce di Roberto Saviano, edito da Feltrinelli,  mantiene le premesse contenute nel libro precedente, La paranza dei bambini, ricostruendo, con grande abilità linguistica, il crescente mondo della devianza minorile, alimentata da una marginalità sociale su cui l’attenzione della politica resta deficitaria. Notevoli le pagine in cui si narra il rapporto paranzini-fidanzate-figli- Eccezionali quelle che parlano della relazione madri-figli paranzini.


  
Ogni storia è una storia d’amore di Alessandro D’Avenia, edito da Mondadori indaga sul sentimento più comune agli uomini (noi siamo le storie che ci raccontiamo e che ricordiamo), raccontando gli amori di chi, scrittori e poeti, è abituato a cercare le parole più adatte per dirsi. Attraversata dal filo rosso della vicenda di Orfeo ed Euridice, ne viene fuori una ricca carrellata di storie, da quelle più quiete a quelle più drammatiche, tutte straordinariamente intense. La più bella per me: un testa a testa tra l’amore di Dostoevskij e Anna e Nadezda e Mandelsta’stam.