lunedì 31 luglio 2017

Un caicco nella baia di Occhio







È ancora qui?
Sì, è ancora qui.

Da qualche giorno un caicco (mi hanno detto che si chiama così, per me è semplicemente una grande barca) sta nella baia di Occhio. Le correnti lo spostano un po’ a destra, un po’ a sinistra, ma continua a rimanere qui, un gioiellino sul mare dagli azzurri cangianti, con sullo sfondo, regina all’orizzonte, l’Etna.



Calamita lo sguardo raccontando di vacanze quiete, di giovani avventure, di una vita morbida di tenerezze.

È bello e rende più bello l’affacciarsi al balcone.



Mi dà un senso di pace, eppure mi rimanda all’approdo, in questa stessa baia, di galeoni pirati: con tutta una storia che questi luoghi sembrano aver dimenticato, come la spuma in risacca sembra aver già scordato il frangersi delle onde.

venerdì 28 luglio 2017

Conto alla rovescia per il primo Pellaro-Libri-Estate








Mimmo Gangemi e Aldo Varano, Antonio Calabrò e Pasqualino Placanica, Giuseppe Laganà e Ada Murolo. Un romanziere già classico della nostra narrativa, un giornalista e saggista di rara acutezza, due narratori ferrovieri esistenziali, uno psicoterapeuta, saggista e poeta, e una scrittrice, capace di collegare il mare di Palizzi con quello di Trieste.

Tre coppie di autori per tre serate d’agosto. È la proposta di Giuseppe Laganà e mia – iniziativa volontaristica, senza sponsor e senza guadagni per alcuno – a pellaroti, sanfilippesi e dintorni, che vogliano incontrarsi, ascoltare, discutere di libri e, soprattutto, di vita.

Del nostro essere calabresi, qui e ora: in questo tempo specifico e in questo spazio, che, per alcuni, è luogo quotidiano e, per altri, che la quotidianità la vivono altrove, luogo costante del cuore: «C’è sempre il cielo della Calabria su di me.» (Saverio Strati)

Di come, nonostante il brutto che cresce in tanti campi, possiamo strappare oasi di bello.

Perché, parafrasando Marguerite Yourcenar, leggere e riflettere insieme è «come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve» della mente e dello spirito per provare a costruire e/o a ricostruire, protendendo il passato «verso un più lungo avvenire».


Per il programma degli incontri, consultare la locandina:




Un grazie di cuore a tutti quelli che hanno reso possibile l'iniziativa.

giovedì 27 luglio 2017

Il prete come terapeuta







Pomeriggio d’estate. Una chiesa di paese, fresca e solitaria. La luce che entra, morbida, dalle finestre, qualche fiore da un matrimonio recente.

Dalla sagrestia giungono voci.

Brandelli a tono alto (non alterato) raccontano i problemi d’una coppia – lui sembra più pacato, lei si vanta di dire sempre quello che pensa nel bene e nel male – con suocera e cognate: nulla di nuovo sotto il sole.

La voce del parroco è un soffio impercettibile.

Esco. Il vento sa di serata quieta.